Certificazioni patente di guida

Il 13 agosto è entrata in vigore la Legge 29 Luglio 2010 n. 120, (Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29.07.10, Supplemento ordinario n. 171), che apporta sostanziali modifiche agli articoli 119 e 128 del Decreto Legislativo n. 285 del 1992, in materia di accertamento dei requisiti fisici e psichici per il conseguimento e la revisione della patente di guida.

 

Una prima novità è che

“I responsabili delle unità di terapia intensiva o di neurochirurgia sono obbligati a dare comunicazione dei casi di coma di durata superiore a 48 ore agli uffici provinciali del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici. In seguito a tale comunicazione i soggetti di cui al periodo precedente sono tenuti alla revisione della patente di guida. La successiva idoneità alla guida è valutata dalla commissione medica locale di cui al comma 4 dell'articolo 119, sentito lo specialista dell'unità riabilitativa che ha seguito l'evoluzione clinica del paziente.”

Inoltre la citata Legge dispone che

"Ai fini dell'accertamento dei requisiti psichici e fisici per il primo rilascio della patente di guida di qualunque categoria, ovvero di certificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB, l'interessato deve esibire apposita certificazione da cui risulti il non abuso di sostanze alcoliche e il non uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, rilasciata sulla base di accertamenti clinico-tossicologici le cui modalità sono individuate con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri "

e che

“L'accertamento di cui ai commi 2 (rinnovo patente) e 2-ter (primo rilascio patente) deve risultare da certificazione di data non anteriore a tre mesi dalla presentazione della domanda per sostenere l'esame di guida. La certificazione deve tenere conto dei precedenti morbosi del richiedente dichiarati da un certificato medico rilasciato dal medico di fiducia.”.

In pratica si tratta di una riedizione, anche se rivista e corretta, del vecchio certificato anamnestico che era di competenza del medico di medicina generale fino alla prima metà degli anni ’90 e che l’intervento della FIMMG era riuscito ad eliminare, poiché potenzialmente in grado di provocare turbativa del rapporto medico-paziente.

Nonostante la legge preveda che le procedure vengano definite nei dettagli da un Decreto Interministeriale ed entrino in vigore dopo sei mesi dall’emanazione dello stesso, cominciano a pervenire ai medici di medicina generale richieste per la compilazione del certificato.

E’ ovvio che non ci si può rifiutare di certificare lo stato di salute del proprio paziente, quando questi lo richieda, tenendo ben presenti alcuni punti (richiamati anche da una comunicazione della FIMMG):

  • il certificato deve essere veritiero per non incorrere nel reato di falso ideologico (ovvio! ma reperita iuvant)
  • la certificazione rientra nell’attività libero professionale, quindi è a pagamento, e, in attesa di chiarimenti da parte della Agenzia delle Entrate, va assoggettato all’applicazione dell’IVA
  • è opportuno formulare un certificato semplice senza riferimenti a Leggi o indicazioni d’uso magari utilizzando il         ........

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