payday loans
LA PROFESSIONE DEL MEDICO-CHIRURGO E DELL'ODONTOIATRA

L'esercizio delle professioni di medico-chirurgo e di odontoiatra, in ragione della rilevanza sociale e della specificità delle competenze necessarie, è sottoposto a precise condizioni: una speciale abilitazione dello Stato e l'iscrizione in uno specifico Albo.

L’Ordine professionale è stato quindi ricostituito con legge dello Stato per garantire sia il corretto esercizio della professione da parte dei soggetti in possesso dei requisiti voluti dalla legge, sia il controllo della correttezza comportamentale del professionista nei confronti dei cittadini e a tutela del decoro della professione.

Con l'iscrizione all’albo si attua la conferma delle competenze tecniche garantite dallo Stato con il rilascio del diploma di laurea e di abilitazione.

L'odontoiatra può svolgere “le attività inerenti alla diagnosi ed alla terapia delle malattie ed anomalie congenite ed acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonché alla prevenzione ed alla riabilitazione odontoiatriche” (Legge 24 luglio 1985 n. 409, art. 2).

 

Il medico chirurgo può  esercitare la propria attività in tutte le branche della medicina (anche senza il possesso della relativa specializzazione), tranne quelle per le quali la normativa vigente prescriva, oltre all'abilitazione ed all'iscrizione all'Albo, il possesso del titolo specifico: anestesiologia e rianimazione, radiologia diagnostica, radioterapia, medicina nucleare, esercizio delle funzioni di ”medico competente” ai sensi della normativa per la tutela dei lavoratori ed inoltre l’esercizio professionale dell’attività di psicoterapia.


L'ORDINE PROVINCIALE DEI MEDICI CHIRURGHI ED ODONTOIATRI

L’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri è un Ente di Diritto Pubblico, dotato di una propria autonomia gestionale e decisionale, posto sotto la vigilanza del Ministero della Salute e coordinato nelle sue attività istituzionali dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.


Gli Ordini dei Medici furono originariamente istituiti dal Governo Giolitti, con la Legge n. 455 del 10 luglio 1910, dopo anni di discussioni in sede parlamentare e di pressioni sociali.

Furono soppressi dal regime fascista nel marzo 1935 e le funzioni ed i compiti furono trasferiti al Sindacato fascista di categoria.

L'Assemblea Costituente ne sancì il ripristino, che avvenne con Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato del 13 settembre 1946, n. 233, cui fece seguito il regolamento di esecuzione, Decreto del Presidente della Repubblica n. 221 del 5 aprile 1950.

L'attuale denominazione giuridica, “Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri”, è stata assunta nel 1985 in seguito alla emanazione della Legge 14 luglio 1985, n. 409, che, recependo e dando attuazione alle direttive CEE n.78/686 e n.78/687, relative all’istituzione del corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria (D.P.R. 28 febbraio 1980, n.135), istituiva la professione di Odontoiatra, creando un Albo degli Odontoiatri.

In pratica, si realizzava un sistema di convivenza, in un unico ordinamento, di due Albi professionali, quello dei Medici Chirurghi e quello degli Odontoiatri, ciascuno “governato” dalla relativa Commissione, quale organo collegiale dotato di specifiche competenze istituzionali.  


LE COMMISSIONI ALBO MEDICI E ALBO ODONTOIATRI

Sono costituite da membri eletti dagli iscritti nei rispettivi Albi e durano in carica tre anni.

I componenti della Commissione Albo Medici sono in numero diverso a seconda degli iscritti: nella provincia di Terni sono nove.

La Commissione Albo Odontoiatri è formata dagli Odontoiatri eletti nella Commissione in numero di cinque.

Attribuzioni delle Commissioni (art. 6 Legge 24 luglio 1985 n. 409)

- Esercitare il potere disciplinare nei confronti dei sanitari liberi professionisti iscritti nell'albo, salvo in ogni caso, le altre disposizioni di ordine disciplinare e punitivo contenute nelle leggi e nei regolamenti in vigore (DLCPS 13 settembre 1946 n. 233 art. 3 comma f);

- Interporsi, se richiesto, nelle controversie fra sanitario e sanitario, o fra sanitario e persona o enti a favore dei quali il sanitario abbia prestato o presti la propria opera professionale, per ragioni di spese, di onorari e per altre questioni inerenti all'esercizio professionale, procurando la conciliazione della vertenza e, in caso di non riuscito accordo, dando il suo parere sulle controversie stesse (DLCPS 13 settembre 1946 n. 233 art. 3 comma g)

- Designare i rappresentanti dell'Ordine presso commissioni, enti ed organizzazioni di carattere provinciale o comunale (DLCPS 13 settembre 1946 n. 233 art. 3 comma c) quando le designazioni riguardino competenze della specifica professione


IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri è costituito dagli iscritti all'Albo Medici  eletti nel Consiglio, cui si aggiungono i primi due eletti nella Commissione Albo Odontoiatri, per cui nella provincia di Terni è composto di undici membri.

Attribuzioni del Consiglio (art. 3 DLCPS 13 settembre 1946 n. 233 così come modificato dall'art. 6  Legge 24 luglio 1985 n. 409

- Compilare e tenere l'albo dell'Ordine e pubblicarlo al principio di ogni anno

- Vigilare alla conservazione del decoro e della indipendenza dell'Ordine

- Designare i rappresentanti dell'Ordine presso commissioni, enti ed organizzazioni di carattere provinciale o comunale

- Promuovere e favorire tutte le iniziative intese a facilitare il progresso culturale degli iscritti

- Dare il proprio concorso alle autorità locali nello studio e nell'attuazione dei provvedimenti che comunque possono interessare l'Ordine

Oltre a ciò il Consiglio provvede all'amministrazione dei beni spettanti all'Ordine e propone all'approvazione dell'assemblea il bilancio preventivo ed il conto consuntivo ed inoltre stabilisce, entro i limiti strettamente necessari a coprire le spese, una tassa annuale, una tassa per l'iscrizione nell'albo, nonché una tassa per il rilascio dei certificati e dei pareri per la liquidazione degli onorari (DLCPS 13 settembre 1946 n. 233, art. 4).


Ogni Consiglio elegge nel proprio seno un presidente, un vicepresidente un tesoriere ed un segretario.

Il presidente ha la rappresentanza dell'Ordine e Collegio, di cui convoca e presiede il Consiglio direttivo e le assemblee degli iscritti; il vice-presidente lo sostituisce in caso di assenza o di impedimento e disimpegna le funzioni a lui eventualmente delegate dal presidente. (DLCPS 13 settembre 1946 n. 233, art. 2)

Il tesoriere ha la custodia e la responsabilità del fondo in contanti e degli altri valori di proprietà dell'Ordine. Provvede alla riscossione delle entrate dell'Ordine, paga, entro i limiti degli stanziamenti del bilancio, i mandati spediti dal presidente e controfirmati dal segretario ed è responsabile del pagamento dei mandati irregolari od eccedenti lo stanziamento del bilancio approvato. (DPR 5 aprile 1950, n. 221, art. 32)

Il segretario è responsabile del regolare andamento dell'ufficio. Sono ad esso affidati l'archivio, i verbali delle adunanze dell'assemblea e del Consiglio, i registri delle relative deliberazioni, il registro degli atti compiuti in sede conciliativa ai sensi dell'art. 3 lettera g) del Decreto Legislativo 13 settembre 1946, n. 233, il registro dei pareri espressi dal Consiglio, nonché gli altri registri prescritti dal Consiglio stesso. Spetta al segretario l'autenticazione delle copie delle deliberazioni e degli altri atti da rilasciarsi a pubblici uffici o, nei casi consentiti, ai singoli interessati. In caso di assenza o impedimento il segretario è sostituito dal consigliere meno anziano di età, che non sia il tesoriere. (DPR 5 aprile 1950, n. 221, art. 31)


IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Compete al Collegio dei revisori dei conti, composto da tre membri effettivi e di uno supplente, il controllo sulla rispondenza delle spese effettuate con i relativi capitoli di bilancio.

I membri del Collegio dei revisori dei conti possono appartenere all’Albo dei Medici e a quello degli Odontoiatri e sono eletti da tutti gli iscritti agli Albi citati.


LE COMMISSIONI CONSILIARI

Sono costituite da consiglieri, in qualche caso affiancati da alcuni iscritti, che si occupano di problemi specifici (pubblicità sanitaria, attività culturali, pubblicazione del Bollettino d'Informazione...).

Le attività delle Commissioni Consiliari sono assoggettate all'approvazione del Consiglio Direttivo.


IL POTERE DISCIPLINARE DELL’ORDINE

L'esercizio delle professioni di medico-chirurgo e di odontoiatra, in ragione dell'alta rilevanza sociale, è assoggettato, oltre che alle leggi dello Stato, ad un insieme di regole comportamentali capaci di rispondere ad ogni esigenza etica, sociale ed anche giuridica, che costituiscono il Codice di Deontologia Medica, “corpus di regole di autodisciplina predeterminate dalla professione vincolanti per gli iscritti all'Ordine che a quelle norma devono quindi adeguare la loro condotta professionale”.

I sanitari che si rendano colpevoli di abusi o mancanze nell'esercizio della professione o, comunque, di fatti disdicevoli al decoro professionale, sono sottoposti a procedimento disciplinare da parte della Commissione dell'Albo cui sono iscritti. Il procedimento disciplinare è promosso d'ufficio o su richiesta del prefetto o del procuratore della Repubblica. (DPR 5 aprile 1950, n. 221, art. 38, adeguato alla L. 24 luglio 1985, n. 409)

Quando risultano fatti che possono formare oggetto di procedimento disciplinare, il presidente, verificatene sommariamente le circostanze, assume le opportune informazioni e, dopo aver inteso il sanitario, riferisce alla Commissione dell'Albo cui è iscritto il sanitario per le conseguenti deliberazioni (DPR 5 aprile 1950, n. 221, art. 39, adeguato alla L. 24 luglio 1985, n. 409). Nel caso che la Commissione riscontri comportamenti potenzialmente sanzionabili, il presidente fissa la data della seduta per il giudizio.

Le sanzioni disciplinari sono (DPR 5 aprile 1950, n. 221, art. 40):

1) l'avvertimento, che consiste nel diffidare il colpevole a non ricadere nella mancanza commessa;

2) la censura, che è una dichiarazione di biasimo per la mancanza commessa;

3) la sospensione dall'esercizio della professione per la durata da uno a sei mesi, salvo quanto è stabilito dal successivo art. 43 (durata equivalente a provvedimenti dell'autorità giudiziaria);

4) la radiazione dall'Albo.

La radiazione è pronunciata contro l'iscritto che con la sua condotta abbia compromesso gravemente la sua reputazione e la dignità della classe sanitaria. (DPR 5 aprile 1950, n. 221, art. 41)

Contro i provvedimenti disciplinari è ammesso ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie. (DLCPS 13 settembre 1946 n. 233 art. 5) da parte dell'interessato  o del prefetto o del procuratore della Repubblica (DPR 5 aprile 1950, n. 221, art. 53).  

 
 3419 visitatori online